lunedì 14 ottobre 2019

Le FAQ - frequently asked questions - sugli orti scolastici


Questo blog esiste grazie al percorso nel mondo dell'orticoltura didattica a scuola di Emilio Bertoncini. Un cammino arrivato al 12° anno educativo e costellato di domande più volte rivolte al nostro esperto da insegnanti, educatori ambientali e semplici curiosi. 

Finalmente eccole tutte (o quasi) raccolte in un solo post!

A che età si possono coinvolgere i bambini delle attività di coltivazione in chiave didattica?



Le prime esperienze posso essere svolte già al nido, almeno a partire dai 12 mesi. Per saperne di più: www.ortoalnido.it





Per fare l'orto c'è bisogno di un terreno?


Avere un terreno aiuta, ma è sufficiente uno spazio non troppo ombreggiato all’esterno e qualche contenitore. Può trattarsi di una fioriera, di un contenitore di recupero o di un kit appositamente progettato.

Per fare l'orto c'è bisogno di un BUON terreno?


Averlo è una fortuna, ma possiamo ricorrere alla tecnica letto rialzato o ala coltivazione fuori suolo in contenitori di vario tipo. In entrambi i casi, l'utilizzo di un terreno di riporto migliore di quello in sito o di terricci rende più efficace la coltivazione. La disponibilità di terreni di diversa qualità offre la possibilità di fare piccole sperimentazioni e confronti.


Ho bisogno di uno spazio molto grande?


Gli spazi grandi offrono possibilità, ma si possono condurre esperienze significative anche in piccoli spazi, purché la progettazione didattica sia efficace.


Come si fa in estate?


L'estate è un elemento progettuale. Se si creano le condizioni per proseguire almeno un'attività di mantenimento, si piantano / seminano ortaggi estivi, altrimenti col raccolto a fine scuole nell'orto non rimane niente. Orti in piccoli contenitori, quali le cassette dell'ortofrutta, possono migrare a casa dei bambini per tornare a scuola in settembre.

Si può fare l'orto in inverno?


Fatti salvi i severi limiti climatici propri della montagna e delle latitudini maggiori, sì. Si coltivano ortaggi invernali, ci si avvale di piccole serre, si forzano i tempi di coltivazione adattandoli al calendario scolastico e si fa il semenzaio per gli orti estivi, inclusi quelli che migreranno a casa dei bambini / ragazzi.

Devo saper coltivare?

No, ma aiuta, se padroneggio tecniche che riesco a rimodulare o accantonare. Non si deve trascurare l'importanza educativa di valorizzare la condivisione di inesperienze, il ruolo di bambini esperti, l'aiuto di esperti esterni e il ruolo educativo di errori e sperimentazione.


Quanto costa?


Molto. Oppure poco. Dipende da come si progetta, da come si valorizzano i costi fissi esistenti (es. stipendio degli insegnanti), dalla creatività nel trovare soluzioni, dall'aiuto di sponsor tecnici e finanziari e, in definitiva, dal modo in cui valorizziamo la rete di partner della scuola.

Si concima e si fanno i trattamenti antiparassitari?


Non è strettamente necessario e, per i trattamenti antiparassitari, nemmeno opportuno. Si pratica l’agricoltura biologica in forma semplificata, non si tratta e si adottano soluzioni che prevengono parassiti e malattie, come l’orto sinergico. E si studiano le relazioni pianta / parassita.


Quanto tempo di insegnamento sottrae?


Se viviamo l’orto come spazio in cui fare scuola e come pretesto per uscire fuori e farvi ciò che di solito si fa dentro, è solo un modo diverso di usare il tempo scuola.

Quante classi / sezioni ci lavorano?


Se è lo spazio di attuazione di più progetti, tutte quelle che vi trovano opportunità.


Si introducono rischi e responsabilità?


Certamente. E va fatto in modo tale che i rischi (ridotti e accettabili) di oggi siano la sicurezza di domani per i nostri bambini e ragazzi.

Si può mangiare ciò che si coltiva?


Non esistono divieti di legge espliciti, ma non può esserci il tradimento educativo che scaturisce dal dichiarare non mangiabile ciò che si è prodotto con buona prassi agronomica. Ci sono assunzione di responsabilità e soluzioni praticabili e capaci di ridurre i rischi. Alcune regioni, come il Friuli Venezia Giulia, hanno approvato apposite delibere che indicano le modalità consentite per l'impiego alimentare dei prodotti dell'orto della scuola.

Si deve anche considerare che mangiare i prodotti dell’orto scolastico è la premessa per riallacciare un rapporto pacifico col cibo, con chi lo produce e con la terra, nonché con i nostri territori e la loro tradizione agricola.

Si possono fare inclusione e intercultura coltivando?


Certo. Lo facciamo anche semplicemente mangiando insieme i prodotti dell’orto e facendo feste di comunità. Inoltre, coltivando anche ciò che viene da altre parti del mondo e lasciando la risposta alla domanda "qua cresce?" alle piante.

Si può coltivare con bambin* e ragazz* speciali?


Certo, ma includendoli nei gruppi ordinari della scuola e attrezzandoci in modo adeguato.





mercoledì 9 ottobre 2019

In arrivo a Milano il corso di formazione ‘Orto e giardino educativo al nido e nella scuola dell’infanzia’

Sono aperte le iscrizioni al corso "Orto e giardino al nido e nella scuola dell'infanzia" che si terrà  il 16 e 17 novembre presso il nido "A piccoli passi" di Vimodrone (MI).

L'iniziativa replica il format giunto alla 6^ edizione nei corsi realizzati autonomamente da Emilio Bertoncini in Toscana e lo integra con l'intervento di una pedagogista e di alcuni educatori e educatrici  della Cooperativa Koinè.

Per saperne di più e per iscriversi (fino al 20 di ottobre la quota di iscrizione è ridotta) basta cliccare qui.









domenica 22 settembre 2019

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a favore delle iniziative contro il riscaldamento globale.

Questo blog non ha mai ospitato posizioni politiche, né mai lo farà. La cautela è tale che non ha mai ospitato nemmeno parole pronunciate da un politico investito di un ruolo istituzionale. Riteniamo, però, che la lettera recentemente inviata dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in carica al mondo della scuola sia veicolo di un messaggio importante per il mondo educativo e coerente con la natura di laboratorio per la sostenibilità dell'orto scolastico e del giardino educativo. Per questi motivi, la pubblichiamo integralmente a seguire.

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Cari dirigenti scolastici e cari docenti, caro mondo della scuola,

vi invio questa lettera per chiedervi di aiutarmi, da qui in avanti, su un tema comune e pressante che mi sta molto a cuore: lo sviluppo sostenibile per lottare fattivamente contro il cambiamento climatico. Questa è una battaglia improcrastinabile, perché siamo forse l'ultima generazione che può ancora invertire la rotta del Titanic e consentire la sopravvivenza del genere umano su questo bellissimo pianeta.

Come sapete bene, la settimana che va dal 20 al 27 settembre sarà dedicata proprio alla sensibilizzazione su questa tematica a livello internazionale. Il tutto culminerà nella mobilitazione globale di venerdì 27 settembre, a cui parteciperanno anche in Italia numerosi giovani sulle tracce del messaggio di Greta Thunberg. Vi chiedo, sia come Ministro sia come padre di due splendidi bambini che in questo mondo prossimo dovranno viverci, di riservare del tempo all’interno delle lezioni nella settimana su indicata per realizzare sessioni di discussione e riflessione sui cambiamenti climatici insieme ai ragazzi.

Oltre a questo tempo così dedicato, che spero di poter inserire stabilmente all’interno dell’insegnamento dell'educazione civica programmato per il 2020, sarà benvenuta qualsiasi iniziativa, in questa settimana e oltre, che possa sensibilizzare i giovani sul tema. A tal riguardo ricordo che, da oggi in poi, il MIUR sarà sempre aperto alle proposte provenienti da studenti, insegnanti e realtà scolastiche in genere, riservate ai temi dell’ambiente, del cambiamento climatico e del benessere equo e sostenibile.

Questa è la nostra lezione più importante.

Un caro saluto a tutti,
Lorenzo Fioramonti
















domenica 7 aprile 2019

GiardinoInGiro

Un'azione partecipata per scuole di ogni ordine e grado, gruppi e associazioni, sui temi della cura, della valorizzazione della natura e dell'ambiente.  



#giardinoingiro 

è un'idea semplice per un progetto grande che puoi portare avanti

dove e quando vuoi


Ecco le tre fasi di lavoro:

Raccolta dei materiali


Recupera dei contenitori usa e getta di varia natura e materiale (ad esempio, bicchieri di plastica, vasetti di yogurt, cassettine di legno, ecc.) che possano essere bucati sul fondo. Fatti aiutare nella raccolta da chiunque tu voglia coinvolgere nel progetto: le famiglie, i vicini di casa, i negozianti della zona, le associazioni di quartiere. Acquista o raccogli semi (di ortaggi, fiori, piccole piante) e terriccio.

Semina e cura delle piante


Usa i contenitori per seminare quello che hai acquistato e raccolto (anche i semi di piante spontanee del tuo giardino). Scegli un posto (giardino, davanzale…) dove posizionare i contenitori. Prenditene cura (acqua e luce) e assisti alla loro crescita

Azione partecipata in città


Quando le piante saranno cresciute, il tuo giardino è pronto per essere portato in giro. Dove? Nel tuo quartiere, nella tua città, in autobus, in metropolitana e così via. Scegli a chi donarlo accompagnandolo con una bella frase, oppure fai una installazione in un punto di grande passaggio.

Che #giardinoingiro sia!!!!  


martedì 15 gennaio 2019

Strumenti di lavoro

No, non è di zappe e palette che si parla in questo post, almeno non direttamente, ma del frutto di una collaborazione che va avanti da circa due anni tra chi cura questo blog e la rivista "Bambini".

All'interno della rivista e nel sito web che le fa eco on-line, infatti, è presente una sezione denominata "Strumenti" in cui vari esperti offrono spunti e suggerimenti a sostegno dei percorsi educativi.

Tre di questi un mio contributo mensile legato all'orto educativo. Per scaricare il pdf della scorsa annata è sufficiente cliccare qui.












venerdì 16 novembre 2018

Semina un albero con Emilio - l'invito ad agire ogni anno per la Festa dell'Albero

Nasce sui social l'iniziativa a cui possono aderire anche le scuole e i servizi educativi in occasione della Festa dell'Albero che si svolge ogni anno il 21 novembre.

Si intitola "Semina un albero con Emilio"  ed è stata lanciata dal curatore di questo blog con le parole che seguono.

Il 21 di novembre è la giornata dedicata agli alberi, ma anche il mio compleanno. Di solito sfrutto quest'occasione per festeggiare entrambe le cose in modo particolare, cioé seminando alberi. Lo faccio nel mio privato e, per l'intera settimana, nelle scuole e nidi in cui vado per lavoro. Quest'anno vorrei farlo insieme a chiunque voglia. Poiché ritrovarsi non è facile, chiedo a chi ne abbia voglia, di farlo a casa propria, a scuola, in ufficio, al parco e così via e di condividere il proprio lavoro nella discussione di questo evento.



Ognuno può agire come vuole, ma io suggerisco di fare così:

- raccogliere qualche seme di albero (ghiande, pinoli, nocciole, semi volanti di acero, faggiole, ecc.) nel bosco, in campagna, nel proprio giardino, in un parco pubblico, all'autogrill o dove si vuole;

- trasformare un contenitore che verrebbe gettato nei rifiuti in un vaso per la semina (io, per esempio, uso i vasetti di yogurt bucandoli sul fondo);

- riempirlo di terra o terriccio e nascondervi un seme (l'operazione può essere ripetuta più volte con più semi e più vasetti);

- dare acqua, scattare una fotografia e condividerla con un commento nella discussione di questo evento;

- continuare a tenere umida la terra nei prossimi mesi in attesa che l'albero nasca e cresca.


[Il video non è supportato da tutti i browser.
Conviene aprirlo utilizzando la App Youtube
per gli smartphone o browser come Mozilla, 
Google Chrome o Torch cercando 
"Semina un albero con Emilio"].




Si tratta di un gesto semplice che darà origine a molti alberi, una sorta di foresta diffusa e didattica, che poi decideremo dove trapiantare. Non prima, però, che arrivi il mio nuovo compleanno!



Durante la giornata potresti leggere il libro "L'uomo che piantava gli alberi" (è breve, ti cattura e si legge tutto d'un fiato, meglio se con amici) o guardare il bel film che ne è scaturito.






Se l'idea ti piace, condividi l'evento e invita altri amici a farlo.


domenica 16 settembre 2018

7 consigli per l'orto del nuovo anno scolastico

Gli orti scolastici sono sempre più al centro dell'attenzione e dell'interesse. Proprio per questo motivo l'inizio dell'anno scolastico potrebbe essere un momento di "buoni propositi" destinato a scontrarsi con una realtà, quella dell'orto, che non sempre si evolve come vogliamo. E' per questo che abbiamo deciso di formulare 6 consigli rivolti a chi sta per imbarcarsi in questa bella avventura.

Il primo consiglio - L'orto scolastico è un orto didattico che nasce all'interno della scuola. La sua funzione prevalente, quindi, è quella di spazio/luogo in cui la scuola assolve al proprio compito di insegnare (forse anche di educare?). L'orto non ha bisogno di essere bello o conforme ai canoni agronomici del momento. L'orto scolastico è un laboratorio in cui si apprende, talora facendo degli errori finalizzati alla comprensione di fenomeni, regole e tecniche. Il consiglio? Lasciate perdere l'estetica, sovvertite le regole e sperimentate.

Il secondo consiglio - Nessun orto è un luogo in cui le cose accadono per caso. Gli orti sono un progetto che prende forma. L'orto domestico nasce dai nostri fabbisogni in cucina, cioè vi coltiviamo gli ortaggi che intendiamo utilizzare per preparare i nostri pasti. La stessa regola vale per l'orto scolastico, solo che gli obiettivi sono ben diversi dal rifornire una mensa (ma non si sa mai!). L'orto scolastico è un laboratorio per le menti, per i comportamenti, per l'apprendimento. Il consiglio? Progettate l'orto sulla base degli obiettivi didattici ed educativi che nascono da un confronto tra i suoi attori (bambini/ragazzi, insegnanti, educatori, esperti, ecc.).

Il terzo consiglio - Paolo Pejrone ha scritto "In giardino non si è mai soli". Nell'orto questo è ancora più vero. E tra i possibili compagni di avventura ci sono i parassiti e le malattie delle piante. Ciò che desta preoccupazione nell'agricoltura svolta su scala territoriale e determina la necessità di effettuare trattamenti antiparassitari nella scuola è una ghiottissima occasione di apprendimento. Lo è per conoscere le interazioni tra gli organismi di un agro-ecosistema e per scoprire modi nuovi e più sostenibili di fare agricoltura. Il consiglio? Cogliete l'occasione per osservare cosa accade nell'orto quando arrivano malattie e parassiti e, quando sarà l'ora di intervenire, fatelo secondo i canoni dell'agricoltura biologica.

Il quarto consiglio - L'orto, a differenza della palestra o della scuola stessa, rinasce ogni anno, di solito più volte l'anno. Questo offre immense possibilità di scoperta. L'inizio della scuola può corrispondere al momento in cui si tolgono le piante estive, magari sopravvissute grazie al lavoro di qualche collaboratore o dei bambini che hanno accesso alla scuola in estate. Questo momento consente di scoprire come sono fatte le piante, che forma hanno le loro radici, quanta terra sono in grado di trattenere, gli odori della terra e così via. Terminata questa operazione si metteranno a dimora piante nuove e sarà una sorta di rinascita o, almeno, di metamorfosi. Il consiglio? Cogliete questo momento per sottolineare il lavoro fatto insieme e la rinascita di qualcosa che è di tutti, di un vero bene collettivo.

Il quinto consiglio - L'orto è frutto di un progetto, ma non esiste un progetto migliore degli altri o adatto per tutti. L'orto scolastico richiede, poi, un'abilità speciale: quella di cogliere al volo l'occasione per rimodellare la didattica in base a ciò che accade. L'imprevisto è spesso portatore di spunti più interessati di quello che abbiamo programmato. Il consiglio? Tenetevi la libertà di cambiare programmi, di cogliere spunti e di seguire quello che l'orto sa darvi sorprendendovi.

Il sesto consiglio - L'orto a scuola non è una novità e in passato molti, in molti luoghi e in molti modi, si sono dedicati a questa avventura. Alcuni casi di successo e, soprattutto, l'esperienza che ha ispirato questo blog e il sito www.ortiscolastici.it si sono raccontati in un libro dal quale si possono attingere molti input. Il consiglio? Leggete la recensione scritta dalla Dirigente Scolastica Maria De Biase (si, quella dell'ecomerenda a scuola) e poi procuratevi il libro "L'orto delle meraviglie" , vero scrigno di esperienze di orticoltura didattica a scuola.

Un bel manuale e altri esempi li trovate nel libro "Evviva l'orto che ci fa sporcare" edito dalla Regione Marche.


Il settimo consiglio - Scoprite come, grazie a uno sponsor (azienda, associazione, gruppo di genitori, benefattore, ecc.), la Vostra scuola potrebbe ricevere in dono un corso di formazione sul tema degli orti scolastici scrivendo a info@ortiscolastici.it (oggetto della mail: corso con sponsorizzazione).

E ora buon lavoro!